I Caduti durante la Prima Guerra Mondiale e altre Campagne, nati a San Nicola da Crissa (UNO A UNO)

Premessa 
 
Il 20 Maggio del 1927, il podestà Vitantonio Mannacio, su richiesta, certificava che nel comune di San Nicola da Crissa: “Non risulta che questo comune abbia avuto caduti nelle guerre per l’Indipendenza Nazionale precedenti a quella del 1915-1918”. Rilasciando tale certificazione al Sig. Brigadiere a Piedi Morabito Michele. Comandante della locale stazione della Legione territoriale di Catanzaro dei CC. RR. (Carabinieri Reali). Nello stesso giorno, 20 Maggio 1927 anno V, veniva trasmessa tale dichiarazione, firmata dal suddetto Brigadiere, al Museo Nazionale di Castel S. Angelo, Roma. Tale Museo era stato istituito con Regio Decreto del 4 Maggio 1925 per occuparsi di Storia Militare e di Cimeli Risorgimentali. Il regime fascista voleva leggittimarsi come unico e leggittimo erede delle glorie militari italiane. 
 
Quella richiesta si riferiva solo alle guerre d’indipendenza, quindi tra quelle non rientravano le Guerre d’Africa. Guerre coloniali.
 
 In Africa il 26 gennaio del 1887 ci fu l’eccidio di Dogali (Eritrea) quando quattrocentotrentacinque militari italiani vennero uccisi dagli abissini. Quindici di quei soldati erano del Distretto Militare di Catanzaro. Tra di loro c’era anche Carnovale Francesco nato a San Nicola da Crissa il 24/10/1863 da Domenicantonio e da Fanello Vittoria. Il comandante del contingente venne decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare mentre tutti gli altri vennero decorati con la Medaglia d’Argento.
 
Il militare sannicolese è sepolto presso il Monumento ai Caduti di Dogali in Eritrea. Il suo nome è presente anche sul Monumento ai Caduti di Dogali a Roma.
  
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Monumento ai Caduti della Prima Guerra Mondiale. Piazza Crissa, San Nicola da Crissa
Allegoria della Vittoria come aquila 

Il monumento è collocato al limite di una balconata e si sviluppa a forma di altare. Al centro è posta la lapide/stele in marmo, ai cui lati, come su una sorta di mensa, sono poste simmetricamente due bombe da lancio aereo. L’elemento centrale si presenta concluso da un elemento marmoreo aggettante con elementi decorativi bronzei. Elmetto, daga, rami di alloro e quercia, e al vertice, una simbolica aquila ad ali spiegate. Materiali bronzo, granito e marmo.

SAN NICOLA DA CRISSA 

 AI CONCITTADINI  

MORTI NELLA GUERRA LIBERATRICE 

COMBATTERONO 

 RAMMEMORANDO ALLO STRANIERO 

 IL VALORE DEGLI ITALIANI 

 CADDERO 

 CONSACRANDO NEL SACRIFICIO 

 L’ARDIMENTO DEI CALABRESI 

FIERO MONITO 

 AUSPICIO ALLA PATRIA 

 PER LE PIU’ GRANDI FORTUNE 

                

 Il monumento venne inagurato il 15 Giugno 1930

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Il Regio Decreto del 22 novembre 1925, n.2130 stabilisce che: “È dovere nazionale raccogliere e pubblicare in un albo i nomi dei Caduti durante la guerra 1915-1918 per conservarne con segno d’onore il perenne ricordo”. ¹  

Durante quegli anni, i soldati, per essere riconosciuti, non avevano piastrine metalliche incise, ma semplici pezzi di carta messi in un piccolo contenitore di latta. Con il passare del tempo, in condizioni di pioggia, neve e umidità, i pezzi di carta marcivano. Si deterioravamo ancora di più, e più velocemente, quando i corpi dei deceduti rimanevano per giorni e giorni sul campo di battaglia, prima di essere recuperati e sepolti. Per questo ci fu un altissimo numero di militi ignoti. A questi se ne aggiunsero altri quando vennero costruiti i Sacrari Militari, nella fretta di traslare dai cimiteri lì i corpi, molti resti rimasero senza nome e cognome e vennero ritumulati da ignoti. Altri corpi ancora, non vennero richiesti e finirono negli ossari comuni dei rispettivi cimiteri.

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Caduti durante la Prima Guerra Mondiale 

Alessandro Domenico nato il 25 Aprile 1896 da Annunziato e da Carnovale Maddalena. Celibe. 64° Reggimento Fanteria Brigata “Cagliari”. Reggimento che faceva parte della 35ª Divisione del C.S.I.M. (Corpo di Spedizione Italiano in Macedonia) a Monastir, oggi Bitola, che si trova in Macedonia del Nord al confine con la Grecia. Nel 1917 migliaia di soldati impegnati nell’ansa del fiume Cerna si ammalarono di malaria e tubercolosi. Morto il 1° Marzo 1919 all’Ospedale Militare di Cava de’ Tirreni (Salerno). Non viene precisato il motivo della morte.  
 
Sepolto probabilmente nel Cimitero Comunale di Cava de’ Tirreni. Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Cava de’ Tirreni (SA). Dal Cimitero fanno sapere che sulle lapidi non c’è il suo nome. Confidiamo, ancora, di ricevere il Registro Cimiteriale .

Bellissimo Giuseppe nato il 23 Novembre 1891 da Francesco e da Suppa Anna. 60° Reggimento Fanteria Brigata “Calabria”, 2ª Compagnia. Morto il 9 Gennaio 1918, per ferite, riportate in battaglia sul Massiccio del Grappa, area Monte Asolone e Val San Lorenzo (Vicenza), nell’Ospedaletto da campo n. 096 situato a Gazzo Padovano (Padova). Morto per cancrena gassosa in seguito a ferite da scheggia di granata con conseguente rottura delle ossa della gamba sinistra, per fatto di guerra.

Sepolto a Gazzo Padovano. Il 08/06/1931 traslato nel Sacrario Militare di Verona: Piano terra - Blocco 2B - Fila 8 - Cella 3.


Boragina Nicola nato il 16 Novembre 1898 da Giuseppe e da Carnovale Vittoria. Sposato con Bellissimo Maria Teresa. 243° Reggimento Fanteria Brigata “Cosenza”. Disperso in combattimento, sul fronte del Piave (Treviso), il 15 Giugno 1918, durante la Seconda Battaglia del Piave conosciuta come la Battaglia del Solstizio sul Piave. 

Da disperso le ipotesi possono variare. I corpi di quella battaglia vennero traslati nel Sacrario di Fagarè, San Biagio di Callalta (Treviso).

Bosco Nicola nato il 29 Marzo 1899 da Antonio e da Martino Caterina.
3° Autoparco 39ª Sezione. Unità incaricata del trasporto di: truppe, artiglieria pesante, munizioni e viveri. Morto in Veneto l’8 Ottobre 1918 per ferite riportate in combattimento che, include anche, qualche colpo di cannone o bombardamento aereo sui convogli. In quel periodo il reparto automobilistico doveva garantire trasporto e rifornimenti sia sul fronte del Grappa sia su quello del Piave. Negli Autoparchi venivano arruolati autisti, meccanici e addetti al trasporto. Bosco Nicola faceva parte dei celebri “Ragazzi del 99” che vennero chiamati alle armi nonostante la giovane età. 

Sepolto in un Cimitero Militare in Veneto. Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Redipuglia (Gorizia). Loculo 4960 Gradone 3.

Bosco Nicola nato il 18 Giugno 1894 da Pasquale e da Pileggi Marta. 20° Reggimento Fanteria Brigata “Brescia”. Catturato dai tedeschi durante il crollo del fronte nella Battaglia di Caporetto e deportato in Belgio. Morto il 22 gennaio 1919 per meningite cerebrospinale ed otite purulenta sinistra, presso l’Ospedaletto da campo N.55 dislocato a Beauplateau di Tillet (Belgio).
Sepolto nel cimitero di Tillet (Belgio). Traslato successivamente nel cimitero di Liegi-Robermont. Area cimiteriale 163-12 (Prato d’onore italiano 14-18).

Corrado Domenico nato il 22 Novembre 1892 da Nicola e da Galloro Vittoria. 
48° Reggimento Fanteria Brigata “Ferrara”. Morto il 7 agosto 1916 sul Monte San Michele (Oggi provincia di Gorizia), per ferite riportate in combattimento durante la Sesta battaglia dell’Isonzo che porto
’ alla conquista del Monte Sabotino.

Sepolto nel Cimitero Militare di Sdraussina (Sagrado). Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Redipuglia (Gorizia). Loculo 10352 Gradone 5.

Fera Raffaele nato il 22 Febbraio 1888 da Nicola e da Lavecchia Maria Teresa. 
39° Reggimento Fanteria “Bologna” disperso in combattimento, il 2 agosto 1917, sul fronte del Carso (Tra Flondar, Monfalcone e il Monte Ermada, nel comune di Duino-Aurisina all’epoca, in mano agli austro-ungarici). Il 39° Reggimento era schierato in prima linea in continue azioni di logoramento.
 

Da disperso le ipotesi possono variare: il soldato può essere morto in prigionia e sepolto come ignoto nei cimiteri militari austriaci, oppure il corpo non è più recuperabile, oppure si parla di milite ignoto sepolto ai piedi del Monte Ermada e poi traslato nei sacrari di Oslavia o di Redipuglia.

Furlano Domenico nato il 18 Marzo 1898 da Giovanni e da Pileggi Caterina. Celibe. 
1132ª Compagnia Mitraglieri Fiat. Morto il 7 Maggio 1918 nell’Ospedaletto da campo N. 45 (Montebelluna, Treviso) per ferita nella regione dorsale con lesione del midollo spinale. Ferita prodotta da palletta di Shrapnel (Proiettili d’artiglieria che proiettavano schegge), riportata in combattimento sul fronte Piave/Montello.

 Sepolto nel Cimitero di Montebelluna. Traslato successivamente nel Sacrario del Montello (Nervesa della Battaglia, Treviso). Tomba n.2557.

Galati Felice nato 14 Luglio 1888 da Francesco e da Cosentino Maria Rosaria, sposato con Perri Maddalena. 48° Reggimento Fanteria Brigata “Ferrara”. Morto il 18 Agosto 1916 nell’Ospedaletto da campo 114 a Gorjansko nei pressi di Sesana, un paese situato sul Carso (Odierna Slovenia), per una lesione alla parte sinistra del petto prodotta da una granata. Morto da prigioniero e sepolto in territorio nemico.  
Sepolto nel Cimitero Militare di Gorjansko (Slovenia). I nomi sulle croci sono andati persi nel tempo.

 

Galati Michele nato il 28 Ottobre 1893 da Nicola e da Galloro Rosa. 29° Reggimento Fanteria Brigata “Pisa”. Morto il 29 Giugno 1916 nel 22° Reparto Someggiato di Sanità. Il 29° Reggimento Fanteria della Brigata “Pisa” si trovava sul fronte del Carso, precisamente sul Monte San Michele. Morì sotto l’azione di gas asfissianti. Nello stesso giorno e luogo si ammalò Marchese Antonio. 

Sepolto nel Cimitero Militare di Sagrado Tomba 1750. Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Redipuglia (Gorizia). Loculo 16545 Gradone 9.

 


Galloro Nicola Antonio nato il 15 Aprile 1895 da Vito e da Martino Rosa. 23° Reggimento Fanteria Brigata “Como”. Morto il 1 Giugno 1918 sul monte Valderoa (Treviso), per ferite riportate in combattimento. Il 23° Reggimento Fanteria della Brigata “Como” si trovava tra il Monte Solarolo e la Val Calcino sul Massiccio del Grappa e si stava preparando alla Battaglia del Solstizio. 

 Sepolto probabilmente tra gli ignoti, nell’ossario del Monte Grappa.

Galloro Paolo nato il 23 Novembre 1885 da Nicola e da N.N.. Sposato con Maida Teresa. 48° Reggimento Fanteria Brigata “Ferrara”. Morto il 25 Novembre 1915 a Sagrado (Gorizia), durante la Quarta battaglia dell’Isonzo, per ferite riportate alla coscia sinistra prodotte da proiettili d’artiglieria che tendevano a scheggiarsi (Shrapnel). 

Sepolto nel Cimitero Militare di Sdrussina (Sagrado). Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Redipuglia (Gorizia). Loculo 16744 Gradone 9.

Galloro Vincenzo nato il 16 Ottobre 1893 da Nicola e da Marchese Maria Rosa. 
14° Reggimento Bersaglieri operante sulle odierne prealpi vicentine, venne schierato d
’urgenza nel settore della 29ª Divisione per difendere l’estremo lembo montano che dominava la pianura veneta. Morto l’11 agosto 1920, all’Ospedale Madre del Sacro Cuore di Portici (NA), per laringite tubercolare.

 Sepolto nel Cimitero Comunale di Portici nel solco n.60. Oggi nel Monumento Sacrario ai Caduti della Prima Guerra Mondiale, Ossarietto n.123, presso lo stesso cimitero.

Gareri Tommaso nato il 28 Marzo 1897 da Antonio e da Galati Maria Annunziata. Ammogliato con Tedesco Gilorma.  460ª Compagnia Mitraglieri Fiat aggregata al 50° Reggimento Fanteria “Parma”. Nel 1917 operava sul Carso, Gorizia, tra fine 1917 e inizio 1918 operava sul Massiccio del Grappa e sul Basso Piave. Morto il 19 Marzo 1918, in seguito a paralisi cardiaca conseguente a tubercolosi polmonare, presso l’Ospedaletto da campo N.204 (Rovigo, località Cantonazzo).

 Sepolto nel cimitero di Rovigo. Oggi Ossario Militare di Rovigo, Loculo 336.

 

Imeneo Agostino/Minnie August nato il 23/10/1890 da Vito e da Carnovale Vittoria. Emigrato nel 1907 negli Stati Uniti. Nei documenti militari risulta essere nato il 25/10/1891 e residente a Valley City (Nord Dakota). Arruolato il 15/7/1917 nella Compagnia G del 26th Infantry Regiment (1ª Divisione di Fanteria dell’Esercito Statunitense). Morto il 21 luglio 1918, sul campo di battaglia, nella sanguinosa Battaglia di Soissons (Regione dell’Alta Francia), Seconda Battaglia della Marna.  

Sepolto in un cimitero da campo nei pressi di Soissons. Traslato successivamente nell’Oise-Aisne American Cemetery and Memorial. Blocco C / Fila 29 / Tomba 16.

Imeneo Giovanni nato il 31 Maggio 1890 da Vito e da Carnovale Vittoria. Marito di Teresa Carnovale, fratello di Imeneo Agostino. 206° Reggimento Fanteria “Lambro”. Morto il 24 Giugno 1917 all’Ospedale Regina Elena di Napoli per ferita da arma da fuoco riportata in combattimento sul Monte San Marco (Gorizia), con conseguente polmonite. 
A fine 1916 il suo Reggimento operava sul Basso Isonzo prendendo parte alla Nona Battaglia sull’Isonzo.
 
 Sepolto nella Zona Militare del Cimitero Monumentale di Poggioreale, Napoli. Nel 1929 traslato nell’ipogeo del Mausoleo Schilizzi - Posillipo, Napoli.

La Vecchia Antonio nato l’11 Ottobre 1897 da Rocco e da Martino Marianna. Marito di Malfarà Caterina. 218° Reggimento Fanteria Brigata “Volturno”. Morto il 20 Agosto 1917, all’Ospedale Militare di Riserva Regina Margherita di Torino, per ferita arma da fuoco riportata in guerra con polmonite consecutiva. Faceva parte dei soldati italiani falcidiati sul fronte Giulia durante l’Undicesima Battaglia dell’Isonzo, cominciata il 17 agosto 1917.

Sepolto nel Cimitero Generale di Torino in ampliazione 5 settore L  fossa 931 (area MILITARI) in seguito i resti sono stati raccolti e traslati nella celletta n. 1964 Gruppo L fila sesta nel Sacrario Militare nei sottorranei della Chiesa della Gran Madre di Dio a Torino.

Malfara Vito nato il 17 Marzo 1888 da Francesco e da Galati Rosaria. Sposato con Pileggi Vittoria. 10° Reggimento Fanteria Brigata “Regina”. Morto il 9 Giugno 1918 presso l’Ospedale Militare di Acquaviva delle Fonti (Bari). Ad Acquaviva portavano i militari affetti da gravissime forme di malaria e di Spagnola. Il suo Reggimento era impiegato sul Monte San Michele, sull’Isonzo e sul Piave. Ad Agosto 1916 Il suo Reggimento ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare per la conquista di Oppacchiasella (Odierna Solovenia).

Sepolto nel Cimitero Comunale di Acquaviva delle Fonti (Bari). Dapprima inumato a terra, successivamente tumulato nell’Ossario Comune.


Marchese Antonio nato il 1° Maggio 1885 da Tito e da Iozzo Vittoria. Marito di Rosa Rizzuto. 48° Reggimento Fanteria Brigata “Ferrara”. Morto il 27 Agosto 1916 all’Ospedale Militare di Catanzaro per malattia. Ammalatosi sul Monte San Michele del Carso a causa dell’utilizzo di gas asfissianti da parte del nemico. Il 48° Reggimento ricevette la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Sepolto probabilmente nel Cimitero Monumentale di Catanzaro. Non risulterebbe in tale Cimitero. In attesa di risposta da parte del Ministero della Difesa.

Marchese Domenico nato il 17 Marzo 1888  da Francesco e da Suppa Teresa. 70° Reparto d’Assalto (Arditi). Morto il 16 Luglio 1918 sul campo di battaglia. Il 70° Reparto d’Assalto era un gruppo di elite del Regio Esercito, quel giorno il reparto era schierato sul Sasso Rosso nel comune di Gallio, Altopiano di Asiago (Vicenza).

 Sepolto in un cimitero del luogo e poi traslato nel Sacrario Militare di Asiago come milite ignoto. 

Marchese Raffaele nato il 31 Maggio 1890 da Vito e da Galati Maria Teresa. 232° Reggimento Fanteria Brigata “Avellino”. Morto il 18 agosto 1917, durante l’Undicesima Battaglia dell’Isonzo, sul Monte Vodice (Slovenia), sul territorio austro-ungarico, per ferite riportate a seguito dello scoppio di granata nemica per fatto di guerra. La Brigata “Avellino” era schierata sull’Alto Isonzo tra Monte Vodice, Zagomilla e Monte Santo. Durante la Decima Battaglia sull’Isonzo aveva conquistato tutto il fronte di combattimento.

Sepolto sul campo di morte. Oggi nel Torrione Prelli presso il Sacrario Militare di Oslavia (Gorizia). Loculo 1080.

 


Marchese Tommaso 
nato il 30 Luglio 1895 da Antonio o Antonino e da Teti Rosa Maria. Celibe. 219° Reggimento Fanteria Brigata “Sele”. Morto nell’Ospedale Militare di Riserva di Salerno per malattia il 25 Gennaio 1916. Le condizioni di forte affollamento all'interno delle caserme salernitane, unite al freddo invernale, favorirono la rapida diffusione di malattie infettive e respiratorie. In quel preciso inverno, nei distretti militari del Sud si registrarono moltissimi decessi dovuti a polmoniti acute, tifo e meningite cerebrospinale, patologie che stroncavano i soldati ancora prima di poter salire sui treni diretti al fronte. Infatti il 219° Reggimento partì per il fronte tra i fiumi Tagliamento e Meduna (Pordenone) solo il 19 Marzo 1916. Negli atti cimiteriali del Comune di Salerno risulta che il militare morì per morbillo e venne sepolto nel cimitero del luogo, nella Seconda Sezione Adulti, non come caduto in guerra. Riesumato e inumato nell’Ossario comune. Il Ministero lo riporta nella lista ufficiale dei Caduti.

Sepolto nel Cimitero Monumentale di Salerno.

Marchese Vitantonio nato il 1° Novembre 1890 di Vincenzo e di Cosentino Caterina. 122° Reggimento Fanteria Brigata “Macerata”. Morto il 5 Ottobre 1917, all’Ospedale Bonifacio di Firenze per malattia. Il soldato probabilmente contrasse una grave forma infettiva o polmonare nelle trincee della Bainsizza (Gorizia) tra agosto e settembre. Una volta stabilizzato nei fragili ospedali da campo avanzati, venne caricato su un treno ospedale diretto a sud per liberare posti letto in vista dei successivi scontri. 

Sepolto il 06/10/1917 nel Cimitero Monumentale di Trespiano, Firenze. Il 05/02/32 tumulato nel Colombaro Grande 74/II Cripta Militari, presso lo stesso cimitero.

 


Martino Antonio nato il 4 Novembre 1876 da Francesco e da Galati Maria Rosa. Ammogliato con Cosentino Maria. 507ª Centuria. Morto per uremia il 15 Giugno 1917 nell’Ospedaletto da campo N. 014 (La Fredda di Perteole, Udine). La 507ª Centuria si occupava proprio della costruzione di ospedaletti, baracche, strade e trincee con lavori massacranti. Agli atti risulta deceduto presso l’Ospedale di Guerra 73 della Croce Rossa Italiana (Schio, Vicenza). Ammalatosi a Udine e trasferito a Schio dove morì e venne sepolto. 

Sepolto nel Sacrario Militare della Santissima Trinità, Schio (VI), Loculo n. 7425. 

Martino Nicola nato il 15 Febbraio 1896 da Bruno Antonio e da Carnovale Caterina, celibe. Appartenente al 161° Reggimento Fanteria Brigata “Ivrea”, matricola 119. E nel 149° Reparto Someggiato di Sanità. Si trovava dislocato sul fronte balcanico, precisamente in Macedonia. Morto in combattimento il 9 Maggio 1917 per ferite da schegge di granate alla testa e fratture braccio destro e ginocchio sinistro. Quel giorno scattò una massiccia e sanguinosa offensiva alleata (la battaglia di Monastir) per strappare le munitissime posizioni fortificate alle truppe tedesco-bulgare. Il 161° Fanteria ricevette l’ordine di assaltare frontalmente la famigerata Quota 1050. L’assalto si trasformò in un massacro sotto il fuoco incrociato delle mitragliatrici nemiche, costando al reggimento centinaia di perdite tra morti, feriti e dispersi. Quel giorno morirono circa 3000 soldati italiani. Anche Martino Nicola faceva parte della 35ª Divisione del C.S.I.M. (Corpo di Spedizione Italiano in Macedonia) al pari di Alessandro Domenico.
 
Sepolto a Trnatok (Macedonia). Traslato successivamente nel Cimitero Militare Internazionale di Zeitenlik (Salonicco,Grecia). Settore P, Fila IV, Tomba 2206.

Martino Vito Nicola nato il 16 Ottobre 1892 da Bruno e da Suppa Giovannarosa. Sposato con Fera Costanza. 77ª Batteria Bombardieri. Morto il 28 Novembre 1916 nell’Ospedaletto da Campo N. 057 (Muscoli, Cervignano del Friuli, Udine) per ferite multiple da Shrapanel penetranti, proiettili d’artiglieria che proiettavano schegge, nel torace, addome, nella colonna vertebrale e agli arti inferiori. Emotorace destro. Le Batterie Bombardieri erano reparti specializzati dell’artiglieria creati per utilizzare le bombarde (speciali mortai da trincea progettati per distruggere i reticolati e i camminamenti nemici). In quel periodo la Batteria Bombardieri era impegnata in prima linea nel “Vallone dell’Acqua”, sul fiume Isonzo vicino Gorizia.

Sepolto nel Cimitero Militare di Muscoli (Udine), Tomba 295. Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Redipuglia (Gorizia). Loculo 23141 Gradone 12.




Sgro Giuseppe nato il 17 Marzo 1898 da Michele e da Imeneo Rosaria. 302ª Compagnia del 4° Reggimento Alpini Battaglione “Pallanza”. Morto il 25 Maggio 1918 nel Canalone Lagoscuro in Val Camonica (Brescia) allor quando una gigantesca valanga si staccò improvvisamente travolgendo le linee italiane e causando la morte immediata, per asfissia e congelamento, di cinquantasette Alpini del Battaglione Pallanza.
 

Sepolto nel Cimitero Militare di Ponte di legno. Oggi nel Sacrario Militare del Tonale, Lato E/Fila 8/Sub 2/Loculo 6.

 

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Nota sui soldati dichiarati deceduti per malattia contratta durante la Prima Guerra Mondiale dal periodico La Barcunata². Tali informazioni non sono presenti negli atti di morte. E soprattutto i seguenti militari non sono presenti, come caduti della Prima Guerra Mondiale, nell’elenco ufficiale del Ministero della Difesa.
 
Boragina Antonio nato il 9/10/1894 da Vitantonio e da Cina Caterina, morto il 06/12/1922 nella casa di via Domenico e Tommaso Mannacio. Di professione contadino.

Malfarà Antonio nato il 16/12/1879 da Giovannantonio e Giancotti Annunziata, morto il 26/04/1919 nella casa di via Galluppi. Di professione muratore. 

Marchese Nicola Anselmo nato il 12/07/1892 da Vincenzo e da Carnovale Marianna, morto il 05/06/1919 nella casa di via Fiorentino. Di professione sarto.

 Pileggi Vito Nicola nato il 26/04/1893 da Nicola e da Carnovale Elisabetta, morto il 25/11/1921 nella casa di via Filangieri. Di professione rivenditore di generi privativa.
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Soldati deceduti, non in fatto d’armi, prima della Seconda Guerra Mondiale:
 
Bellissimo Francesco nato il 27/01/1898 da Vito Nicola e Fanello Elisabetta. Sposato con Carnovale Maria Consiglia. Morto il 17/10/1938 nell’Ospedale Duca degli Abruzzi di Addis Abeba (Etiopia). Nell’atto di morte viene riportato che fosse un soldato ma non vengono precisati il Reggimento, del quale faceva parte, e il motivo della morte. Nel 1938 i soldati italiani presidiavano il territorio oppure erano impiegati/operai del Genio Militare.
 
Risulta essere sepolto nel Cimitero Comunale di San Nicola da Crissa. 
 
 Carnovale Lorenzo nato il 07/08/1893 da Nicola e Galati Caterina. Sposato con Galati Maria Rosa. Morto per annegamento, suicidio, il 25/08/1936 nel pozzo Nabi El Nagà in una zona desertica della Libia presso il canalone Wadi an-Naga. Non c’erano combattimenti in corso e il 241° Battaglione CC. NN. presso il 207° Battaglione CC.NN. 241ª Legione “Volturno”, inserita nella 7ª Divisione CC.NN. “Cirenaica”, si occupava della costruzione di piccole dighe, pozzi e canali d’irrigazione. Faceva parte della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale (M.S.V.N.). La propaganda fascista parlava di “avventura gloriosa”. Invece i militari si ritrovarono nel deserto con un caldo asfissiante, cibo razionato, solitudine e nessun contatto con le famiglie. Furono molti i casi di suicidio per il cosiddetto “Mal d’Africa”. Il regime fascista teneva nascosti quei fatti ma per il Carnovale vi furono alcuni testimoni presenti, come risulta nell’atto di morte. 
Sepolto nel Cimitero Cristiano di Derna. Traslato successivamente nel Sacrario Militare di Hammangi (Tripoli). Nel 1972 l’iter prevedeva la traslazione nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, ma Carnovale Lorenzo non risulta negli elenchi ufficiali come tumulato in quel luogo. Quindi o rimase sepolto, per errore, ad Hammangi o fu inumato a Bari come ignoto. Nel Cimitero Comunale di San Nicola da Crissa c’è la sua lapide ma non ci sono documenti che confermino che sia stato tumulato in quel luogo.
 
Carnovale Lorenzo era sbarcato a Ellis Island, New York, il 19 Giugno 1912. Chiamato alle armi per la Prima Guerra Mondiale. A fine guerra risulta giunto, nuovamente, a New York, il 12 febbraio 1920 con la Nave Taormina. Ha vissuto tra Tacoma nello stato di Washington e Montereal nel Quebec. Molto probabilmente lavorava sulla tratta ferroviaria che univa i due luoghi. Il 17/11/1921 risulta il passaggio di frontiera tra Canada e Stati Uniti a St. Albans, Vermont, già in possesso del biglietto per rientrare in Italia dalla moglie. Biglietto della Compagnia Cunard per la Nave Pannonia. Rientro che avvenne il 4/01/1922.
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¹ Il sito del Ministero della Difesa nonostante richiami il Regio Decreto si è limitato a riportare le immagini del sito Caduti della Grande Guerra, patrocinato dallo stesso Ministero. Nel sito abbiamo trovato Boragina Nicola come nato a San Nicola dell’Alto e due soldati erroneamente riportati come nati a San Nicola da Crissa: Pilegi Saverio nato a Maierato e Sulla Michele nato a San Nicola dell’Alto. 
 
²Alcune delle foto dei soldati, inaugurazione monumento e alcuni riferimenti sono tratti dal periodico La Barcunata che ringraziamo.
 
*Foto dei luoghi e delle lapidi sono state scattate dall’autore. Imeneo Agostino su concessione dell’Oise-Aisne American Cemetery and Memorial. Bosco Nicola su concessione del Cimitero di Liegi-Robermont. La Vecchia Antonio e Sacrario Militare di Torino foto di Caterina Fera.
   
Monte Ermada (Gorizia)  

Durante la Grande Guerra, la fattoria di Kohišče, antica struttura rurale, situata sulle pendici del massiccio del Monte Ermada (Gorizia), fu requisita dall’esercito austro-ungarico e trasformata in una centrale telefonica e logistica strategica, divenendo così parte dell’area direttamente interessata dai combattimenti sul fronte del Carso.

 

Sacrario Militare di Oslavia (Gorizia) 

Monte Sabotino (Gorizia)

 Le piramidi di pietra sul Monte Sabotino, quattro grandi e tre piccole, marcano la linea del fronte del 7 Agosto 1916 quando, durante la Sesta Battaglia dell’Isonzo, l’Esercito Italiano conquistò il Sabotino.

Sacrari Militari

Monte Pasubio (Vicenza)

Monte San Michele (Gorizia). Cimitero Gorjansko (Slovenia)

Altopiano di Asiago e Monte Grappa (Vicenza)